Arteterapia: che cos’è, come funziona e a chi può essere utile
Articolo a cura di Silvia Fossati, Arteterapeuta
Co-ideatrice di Intersezioni Milano
Ci sono esperienze, emozioni e vissuti che non sempre riusciamo a esprimere attraverso le parole. A volte perché sono difficili da riconoscere, altre perché sembrano troppo complessi, confusi o lontani. L’arteterapia offre uno spazio protetto nel quale avvicinarsi al proprio mondo interiore attraverso immagini, colori, forme, materiali e gesti creativi. Non è necessario saper disegnare e non occorre possedere particolari capacità artistiche. In arteterapia, infatti, ciò che conta non è realizzare un’opera bella o tecnicamente corretta, ma vivere il processo creativo e osservare ciò che può emergere durante l’esperienza.
Che cos’è l’arteterapia?
L’arteterapia è un percorso che utilizza i linguaggi artistici e il processo creativo per favorire l’espressione di sé, la consapevolezza e il benessere della persona. Disegnare, dipingere, modellare, comporre un collage o entrare in relazione con materiali differenti permette di comunicare anche attraverso un linguaggio non verbale. L’immagine può così diventare un ponte tra ciò che sentiamo e ciò che riusciamo a comprendere, nominare e condividere. Il lavoro avviene all’interno di una relazione professionale con l’arteterapeuta, che prepara e tutela il setting, accompagna il processo senza giudizio e sostiene la persona nell’esplorazione della propria esperienza. L’arteterapeuta non interpreta automaticamente l’elaborato e non attribuisce significati prestabiliti a colori, forme o simboli: il significato nasce, quando possibile, dal dialogo con chi ha creato l’immagine e dal percorso svolto insieme.
Come si svolge un incontro di arteterapia?
Ogni percorso è diverso e viene costruito tenendo conto della persona, dei suoi bisogni, dei suoi tempi e degli obiettivi concordati. Generalmente, un incontro può comprendere un momento iniziale di accoglienza, una fase dedicata all’esperienza creativa e un tempo conclusivo nel quale osservare il lavoro realizzato e condividere, se lo si desidera, sensazioni, pensieri o immagini emerse. Nell’atelier sulla tavola imbandita (scopri di più) possono essere presenti matite, pastelli, tempere, acquerelli, argilla, carte, stoffe, materiali naturali o di recupero. La scelta dei materiali non è casuale: ogni materiale offre possibilità espressive differenti e può favorire esperienze più controllate, fluide, sensoriali, corporee o simboliche. L’arteterapeuta può proporre uno stimolo oppure lasciare uno spazio più libero. Non esiste un risultato giusto da raggiungere e non è necessario spiegare tutto ciò che si crea. Anche il silenzio, l’esitazione, la scelta di un materiale, un gesto ripetuto o il desiderio di fermarsi fanno parte del processo e vengono accolti nel rispetto dei confini della persona.
Perché il processo creativo può essere utile?
La creazione artistica coinvolge contemporaneamente corpo, sensi, emozioni, pensieri e immaginazione. Può offrire una forma concreta a qualcosa che, dentro di noi, appare ancora difficile da afferrare. Un’immagine può essere osservata, modificata, trasformata o semplicemente lasciata esistere. Questa distanza tra la persona e ciò che ha creato può rendere più possibile avvicinarsi a vissuti complessi senza doverli affrontare immediatamente solo attraverso il racconto verbale. All’interno di un percorso professionale, l’arteterapia può sostenere:
- l’espressione e il riconoscimento delle emozioni;
- una maggiore consapevolezza di sé e dei propri bisogni;
- la regolazione emotiva e la possibilità di ritrovare un senso di stabilità;
- l’esplorazione delle proprie risorse;
- l’autostima e la fiducia nelle proprie possibilità;
- l’elaborazione di passaggi di vita, perdite o esperienze difficili;
- la sperimentazione di modi nuovi di entrare in relazione con sé, con le altre persone e con il mondo.
Questi non sono risultati automatici né uguali per tutte e tutti. Il valore del percorso dipende dalla situazione personale, dalla continuità degli incontri, dagli obiettivi individuati e dalla relazione che si costruisce nel tempo.
A chi si rivolge l’arteterapia?
A chiunque! L’arteterapia può essere proposta a bambine e bambini, adolescenti, persone adulte e anziane. Può svolgersi individualmente, in piccoli gruppi o all’interno di progetti rivolti a specifiche realtà educative, sociali e sociosanitarie.
A chi può essere utile l’arteterapia?
Un percorso individuale e/o di gruppo in arteterapia può essere utile, per esempio, a chi:
- desidera conoscersi meglio;
- attraversa un momento di cambiamento o di fragilità;
- sente il bisogno di esprimersi con modalità differenti dalla sola parola;
- vuole riscoprire il contatto con la propria creatività.
Non bisogna considerarsi “creativi” per iniziare. La creatività non è una dote riservata a poche persone: è una possibilità umana che può trovare spazio anche attraverso un segno semplice, una traccia di colore, un gesto o la scelta di un’immagine. Quando sono presenti condizioni psicologiche o sanitarie che richiedono una presa in carico specifica, l’arteterapia non sostituisce la psicoterapia o le cure mediche. Può, quando indicato, affiancarsi ad altri percorsi all’interno di un lavoro integrato tra differenti professionalità.
Arteterapia e laboratorio creativo sono la stessa cosa?
Entrambe le esperienze possono essere piacevoli, coinvolgenti e capaci di generare benessere, ma non sono la stessa cosa. In un laboratorio artistico o creativo l’attenzione può essere rivolta all’apprendimento di una tecnica, alla realizzazione di un oggetto o all’esplorazione di un tema. In un percorso di arteterapia, invece, il centro dell’esperienza è la persona con il proprio processo espressivo, emotivo e relazionale. Sono fondamentali la presenza di una figura adeguatamente formata, la continuità del setting, la riservatezza e la definizione di obiettivi coerenti con i bisogni della persona o del gruppo.
Serve saper disegnare?
No, non serve. “Non sono capace di disegnare” è una delle preoccupazioni più frequenti prima di iniziare. È comprensibile: spesso siamo abituati a collegare l’attività artistica alla prestazione, al talento e al giudizio. Nello spazio dell’arteterapia questa logica viene sospesa. Non ci sono voti, modelli da copiare o opere da esporre. Un segno incerto, una macchia, uno strappo, una forma astratta o un colore steso con le mani possono avere lo stesso valore di un’immagine figurativa molto elaborata. Ciò che conta è il modo in cui la persona incontra il materiale e ciò che accade durante il processo.
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Articolo a cura di Silvia Fossati
Arteterapeuta e co-ideatrice di Intersezioni Milano






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